Pensioni: l’aumento di fine anno cambia da gennaio ecco come si calcola

Data:
23 Novembre 2022

Pensioni: l’aumento di fine anno cambia da gennaio ecco come si calcola

Il cedolino pensione di novembre è stato più ricco per tutti i pensionati, incamerando lo 0,2% di adeguamento all’inflazione reale, ma per 11,5 milioni l’aumento è stato ancora più robusto: sono gli aventi diritto anche all’anticipo del 2% sulla perequazione 2023, avendo un reddito fino a 35mila euro all’anno.
Tutti gli altri prenderanno le spettanze in materia di rivalutazione solo dal prossimo gennaio, quando scatterà al rivalutazione per tutti. Di contro, chi ha avuto l’anticipo adesso avrà un aumento limitato nel 2023, nel senso che bisognerà scorporare l’anticipazione.

Gli aumenti presenti nel cedolino di novembre sono i seguenti (calcolando tutte le agevolazioni):
• le pensioni pari al massimo di 2mila 97,36 euro hanno avuto un aumento del 2,2% (spetta una rivalutazione piena);
• le pensioni da quattro a cinque volte il minimo hanno avuto un aumento dell’1,98% (perchè il loro indice di perequazione è pari al 90%);
• le pensioni sopra cinque volte il minimo e fino a 35mila euro annui hanno avuto un aumento dell’1,65%;
• le pensioni sopra i 35mila euro hanno avuto un aumento dello 0,15% (perché hanno diritto solo all’adeguamento 2022 e non anche all’anticipo 2023).

Il cedolino pensione di dicembre torna a ridursi per tutti, perché non incamera più gli arretrati, ma solo le due rivalutazioni sopra descritte: il 2% e lo 0,2%, calcolati in base alle diverse fasce di reddito. Quindi, gli aumenti del cedolino di dicembre vanno dal 2,2 per cento previsto per chi ha reddito da pensione fino a 4 volte il minimo, allo 0,15% di coloro che hanno pensioni più alte di 35mila euro annui.

L’aggiornamento sulle pensioni con l’adeguamento del 7,3% riguarda le prestazioni in pagamento da gennaio 2023, mentre dal 2024 potrebbe scattare un successivo conguaglio in base a quello che sarà l’indice ISTAT definitivo.

La misura della rivalutazione non è comunque uguale per tutte le pensioni ma varia in base alle fasce di reddito in cui ricade l’assegno pensionistico a della prestazione INPS.
• Per le pensioni fino a 35 mila euro: a ogni fascia di reddito si applica la perequazione spettante (dal 100% al 75%) parametrata all’indice ISTAT e poi si sottrae quanto già ricevuto tra ottobre e dicembre per via delle anticipazioni del 2% di cui sopra e a quel punto si divide per 13 così da ottenere l’importo effettivo dell’aumento effettivo pensione da gennaio 2023.
• Per le pensioni più elevate: non essendoci stati anticipi nel 2022, da gennaio questi pensionati prenderanno l’intera rivalutazione spettante in base alla propria fascia di reddito

Informazioni UFFICIO EPASA ITACO tel. 0721.406748 – pu.pesaro@epasa-itaco.it

Ultimo aggiornamento

23 Novembre 2022, 13:47